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2012, previsioni del tempo

orto


... o forse sarebbe meglio dire “previsioni dei tempi”, di questi tempi confusi nel mondo della cucina per i bambini e dell’educazione alimentare; tempi nei quali serve po’ di ordine tra apparenza e sostanza, affinché la nebbia si diradi e noi genitori si possa capire meglio ciò che viene offerto realmente ai nostri bambini.


Tra apparenza e sostanza

Nel 2011 abbiamo assistito a un ribollire di attività e proposte di cucina per i bambini, nonché di siti, di progetti didattici, di libri… Se fino a qualche anno fa i genitori disposti a coinvolgere i bambini nelle attività di cucina erano pochi temerari pionieri, oggi nessuno si stupisce più di vedere che mamme e bimbi realizzano piatti a quattro mani. E questo è un bene.

Il motore di questo diffuso cambiamento è alimentato da diversi carburanti:

- la crescente attenzione/preoccupazione, in tutto il mondo occidentale, per la qualità del cibo: è certamente in crescita il numero di genitori che desidera un’alimentazione buona per il corpo e buona per l’ambiente.

- l’inevitabile influenza televisiva: i molti programmi tv dedicati alla cucina e, in particolare, alla cucina-con-i-bambini, ha rappresentato uno stimolo e un modello per molte famiglie e naturalmente per molte strutture che, commercialmente, stanno cercando di cavalcare l’onda della nuova moda. Non occorre un esperto di marketing per comprendere che in tempi di crisi si rivalutano le attività manuali.

- l’avvicinarsi dell’Expo, in attesa del quale tutti “fanno le prove”, in modo da non restare fuori dai giochi e garantirsi la propria fetta di torta: oggi non c’è ludoteca che non proponga un laboratorio di cucina servito su un vassoio di alti obiettivi didattici. Sempre in vista dell’Expo fioriscono le mostre, talvolta sponsorizzate dai mostri, cioè da produttori di cibi e bevande tutt’altro che salutari.

- i tanti progetti scolastici, eccellenti sulla carta, che però richiederebbero un monitoraggio più attento sulla loro applicazione, perché a volte ciò che arriva in classe è troppo poco rispetto agli obiettivi degli ideatori. Un esempio è quello del progetto Frutta nelle Scuole: l’anno scorso in molte classi i sacchetti di frutta sono stati distribuiti (e spesso buttati) senza alcun approfondimento. Occasione mancata.

- la diffusione della passione per la coltivazione di ortaggi e per la creazione di orti urbani, anche a misura di bambino.

Che cosa accadrà nei prossimi mesi?

A prima vista l’alimentazione infantile sarà al primo posto nell’agenda di tutti coloro che si occupano di bambini, ma i progressi concreti e le proposte di qualità, come sempre accade, saranno contenuti. Due saranno le parole-tormentone: obesità e sicurezza.

Per quanto riguarda l’obesità, il fatto che diversi paesi occidentali abbiano cominciato a tassare il junk food non passerà inosservato e la tendenza sarà, anche da noi, motivo di discussione. Da più parti si chiederanno regole più severe nel marketing del cibo destinato ai bambini. Naturalmente i media più attenti faranno fatica a ricordare che l’obesità infantile è un problema comportamentale, prima che alimentare (a questo proposito consigliamo la lettura del bel libro Tutto Tondo, di Stefano Pozzoli, pubblicato di recente dall’Associazione Pollicino e Centro Crisi Onlus).

Riguardo alla sicurezza, l’interesse sarà focalizzato sugli alimenti per l’infanzia, come i cereali per la colazione, le merendine e le bibite, e in particolare sul cosiddetto baby food. Un segnale evidente è il duello che hanno combattuto Plasmon e Barilla e poi, appena prima di Natale, la Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e l’ACP (Associazione culturale pediatri). Qui trovate l’articolo del Sole24Ore. Da una parte della barricata si continuerà a sostenere che i cibi confezionati sono più “controllati e sicuri”; dall’altra che anche i bambini piccolissimi meritano di essere nutriti con frutta e verdura fresca.

Libri, attività, laboratori: come orientarci?

La qualità ci sarà, ma andrà cercata con cura, partendo dal rispetto per i nostri bambini, che nemmeno nel 2012 avranno bisogno di diventare dei “baby master chef”, ma semplicemente di scoprire il cibo vero a piccoli passi, per godere della sua bellezza e della sua bontà, per sentirsi in contatto col mondo naturale e per imparare, giorno dopo giorno, a prendersi cura della propria salute e dell’ambiente da cui il buon cibo proviene. Dovranno, come sempre, imparare giocando, ma per comprendere che il cibo non è né un gioco né un giocattolo, ma un elemento prezioso della loro vita.

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Ultimo aggiornamento (Domenica 08 Gennaio 2012 16:29)

 

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