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Non è colpa delle madri (parola di Marion Nestle)

marion nestle


Attivista, nutrizionista, autrice di fama internazionale e docente universitaria, Marion Nestle si occupa di politica del cibo e scelte alimentari. La sua ricerca si concentra sui fattori scientifici, economici e sociali che influenzano le scelte alimentari e l’obesità, in particolare sul ruolo del marketing del cibo rivolto agli adulti e ai bambini. Marion Nestle ha ricevuto numerosi premi e onorificenze e ha rivestito importanti cariche istituzionali. Scrive l’editoriale “Food Matters” per il San Francisco Chronicle, ed è autrice del blog www.foodpolitics.com.

L’abbiamo incontrata il 1° dicembre all’International Forum on Food and Nutrition che si è tenuto all'Università Bocconi di Milano e ci ha concesso una breve intervista, che riassumiamo qui di seguito...

D - Nelle famiglie con bambini, al momento dei pasti la cucina si trasforma spesso in un campo di battaglia, con i bimbi che rifiutano i cibi “sani” e le mamme che si sentono colpevoli e frustrate ma non riescono a imporre la verdura. Ma è davvero colpa di questa generazione di madri se i bambini moderni non riescono a sviluppare buone abitudini alimentari, oppure la causa del problema va ricercata altrove?

R - No, non è colpa delle madri, il problema è sociale ed economico. La vera battaglia, infatti, non si combatte tra madri e figli, ma tra le madri e le potenti aziende del cibo confezionato, che investono cifre astronomiche nel marketing e hanno mezzi efficaci e astuti per condizionare i desideri dei nostri bambini. Proprio in questi giorni, negli Stati Uniti, dopo il divieto imposto a McDonald di regalare un gioco nello Happy Meal, il colosso ha annunciato la sua strategia per aggirare la legge: il gioco sarà venduto insieme al pasto… alla cifra irrisoria di 10 centesimi. E’ ingenuo pensare di riuscire, da soli, a contrastare questi giganti.

D – E questo ci porta direttamente alla seconda domanda. Qui all’International Forum on Food and Nutrition è stata avanzata la provocatoria proposta di vietare qualsiasi forma di marketing di cibo rivolta ai minori. Lei è d’accordo o pensa che una regolamentazione sia sufficiente?

R - Sono assolutamente d’accordo, perché è molto difficile per noi genitori avere il controllo sulla comunicazione che arriva ai bambini. I giochi online, per esempio, sono pieni di pubblicità e noi spesso non ne siamo consapevoli. Le industrie investono in pubblicità rivolta ai più piccoli perché sanno bene che i bambini, pur non avendo potere d’acquisto, si fidelizzano alle marche e quando si abituano a consumare un alimento in tenera età, quasi certamente continueranno a farlo da grandi, per tutta la vita (è il caso, per esempio, delle bibite gasate). Si tenga anche conto che la maggior parte del marketing rivolto ai bambini riguarda alimenti di scarsa qualità. Quindi sì, tutto questo andrebbe vietato.

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Chi volesse saperne di più può seguire l’interessante conferenza “The Politics of Food”: http://vimeo.com/29754199

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Commenti

avatar Auth
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Complimenti. L'ho girato ad una maestra appassionata di esperimenti che conosco. Grazie Claudio.
Giovedì 09 Febbraio 2012, 02:11
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 19 Dicembre 2011 19:10)

 

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