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Quando i pediatri dicono “basta carne”

cucumbers

Nelle ultime settimane la stessa idea rimbalza ovunque: mentre su Sette (Corsera) l’oncologo Umberto Veronesi suggerisce alle mamme di adottare una dieta vegetariana anche per i bambini, la doppia piramide alimentare per chi cresce, elaborata dal BCFN, invita i genitori a limitare l’uso della carne bovina per motivi di salute e di sostenibilità ambientale. Tutto fa pensare che nei prossimi anni la “bistecchina” sparirà non solo dal piatto dei bambini, ma perfino dalla lista dei “buoni consigli” di cui sono prodighi gli amici e i parenti delle mamme. In attesa di quel momento, noi genitori possiamo cominciare se non altro a guardare senza paura in quella direzione, perché è probabile - come spiega Veronesi - che i nostri figli siano comunque “destinati a un’alimentazione vegetariana, per ragioni etiche, ambientali e di salute”.

Senza saperlo, ognuno di noi basa alcune scelte alimentari su idee superate. Crediamo, per esempio, che i bambini abbiano assolutamente bisogno delle proteine della carne rossa, mentre leggendo i rapporti dei pediatri e dei nutrizionisti si scopre che in realtà, nel mondo occidentale, i bambini assumono almeno tre o quattro volte i livelli di proteine necessari. Queste, infatti, sono presenti anche in pesce, formaggio, latte, uova, soia, legumi e, in quantità minori, negli altri vegetali. Dunque non esiste, almeno nel nostro paese, un rischio di carenza di proteine. Anche il ferro, importante sia nell’infanzia sia nell’adolescenza, è presente nel pesce, nei legumi, nei vegetali di colore verde scuro e nelle noci.

La seconda idea da sfatare è che i nostri figli siano destinati a una vita adulta più sana della nostra grazie ai progressi della medicina e che quindi le preoccupazioni sulla loro alimentazione siano eccessive. In realtà l’alimentazione scorretta e la vita sedentaria stanno determinando un aumento di malattie croniche anche nell’infanzia: i nostri bambini ingeriscono troppi grassi, troppi zuccheri e troppo poca fibra. Una dieta con meno carne in genere è anche una dieta con più varietà, soprattutto di ortaggi.

Un’altra idea errata è che non ci sia un legame diretto tra la carne che mettiamo nel carrello e la salute ambientale del pianeta. La piramide ambientale elaborata dal BCFN, che trovate qui sotto, dimostra invece che la carne, soprattutto quella bovina, è al primo posto nella graduatoria dei cibi ad alto impatto ambientale. In un mondo con sette miliardi d’individui – dove è urgente imparare a produrre cibo utilizzando meno carburante, meno terra e meno acqua – questo alimento non è più ecologicamente sostenibile.

doppia piramide per chi cresce

Oggi, dunque, le famiglie sono investite di una nuova responsabilità: la società che fino a ieri ha chiesto loro di nutrire i bambini in modo sano, ora vuole anche una rapida capacità di adattamento e di risposta ai principi della sostenibilità ambientale e alle nuove evidenze scientifiche, lasciando però – ecco la diabolica contraddizione – che gli alimenti “dannosi” restino sempre socialmente accettabili, facilmente reperibili e spesso troppo economici rispetto, per esempio, a frutta e verdura fresca di qualità.

Sebbene modificare le nostre abitudini alimentari sia difficilissimo, quello della nascita dei figli è il momento in cui c’è la massima apertura verso scelte più sane. È un momento unico, in cui le famiglie sono disponibili al cambiamento, proprio per il bene dei loro bambini, e in cui la scelta vegetariana (o semi-vegetariana, ovvero senza l'escusione del pesce) potrebbe prendere piede… se solo i genitori si sentissero sostenuti da un clima di aiuto e comprensione.

È necessario che gli esperti prendano atto delle enormi difficoltà che i genitori affrontano a tavola: in troppe famiglie la cena è un momento di tensioni e conflitti, di frustrazioni e sensi di colpa, che spinge molti genitori a gettare la spugna, ignari del fatto che i gusti dei bambini non dipendano tanto dai sapori quanto da fattori sociali e culturali. Per questo motivo non basta informare le famiglie su quali sono gli alimenti migliori o peggori. Serve, prima di tutto, un contesto culturale diverso: il buon cibo e l’atto del cucinare in casa devono diventare valori positivi anche nella cultura giovanile. Banalizzando, finché l’hamburger sarà più “cool” dell’insalata, gli sforzi dei genitori saranno spesso inutili. Media ed esperti, così abituati a puntare il dito sull’inadeguatezza di mamme e papà, dovrebbero provare a togliersi le vesti del giudice e indossare quelle - più impegnative - dell’alleato.

Naturalmente i modelli positivi non mancano. Concentrandoci sui più recenti, viene in mente il professore di pediatria Claudio Maffeis, impegnato nella lotta all’obesità infantile, che nel webinar su Alimentazione e Bambini dell'11 ottobre ha chiesto una limitazione del marketing dei prodotti alimentari destinati ai bambini (per chi volesse ancora ascoltarlo, Maffeis sarà a Milano il 1° dicembre al Forum Internazionale dell’Alimentazione per il workshop di approfondimento sul tema L’importanza di una corretta alimentazione nell’infanzia. L’incontro è gratuito, basta iscriversi). E viene in mente il giovane e costruttivo ricercatore dell’IFOM (centro di ricerca della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro) Marco Bianchi, che scrive libri e tiene corsi per bambini, insegnando loro a divertirsi in cucina preparando piatti buoni, sani… e senza carne. Dal 25 novembre Marco Bianchi sarà anche in tv, con il nuovo programma Tesoro, salviamo i ragazzi.

Per parlarne con i bambini:

Nel mondo mediterraneo il consumo di carne, fino a tempi recentissimi, è sempre stato limitato e in buona parte legato a fatti storici e culturali, più che di cura della salute, come lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari ha saputo spiegare ai bambini nel suo splendido libro Il pentolino magico, illustrato da Emanuele Luzzati: una lettura che apre gli occhi a tutte le età.
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 19 Dicembre 2011 19:09)

 

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